Commenti sulla bacheca di Facebook e diffamazione: si configura aggravante ex art. 595 c.3 c.p.

logofacebookLa condotta di postare un commento sulla bacheca di Facebook realizza la pubblicizzazione e la diffusione di esso, e se offensivo configura un’aggravante.

Oltre al profilo penale, sussiste per la parte lesa il diritto a farsi risarcire economicamente del danno ingiustamente subito.

Diffamazione: il commento sulla bacheca di Facebook configura la fattispecie aggravata ex art. 595 c.3 c.p.

di Dario La Marchesina – Lo sviluppo dei social network nella nostra società ha portato gli utenti a condividere un numero sempre maggiore di contenuti attraverso commenti, foto ecc.; tuttavia l’utilizzo di tali sistemi deve avvenire con una certa cautela per evitare di incorrere in comportamen …

Fonte: Studiocataldi.it

Url: http://www.studiocataldi.it/articoli18851-diffamazione-il-commento-sulla-bacheca-di-facebook-configura-la-fattispecie-aggravata-ex-art-595-c3-cp.asp.asp

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(www.StudioCataldi.it)

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Infiltrazioni da umidità

In caso di danni arrecati al singolo condomino dal sovrastante appartamento a causa di infiltrazioni di umidità, tempestivamente segnalate all’amministratore ma non eliminate, sussiste la responsabilità solidale del condominio, del proprietario dell’appartamento da cui sono derivate le perdite e dell’amministratore in proprio, che risultano tenuti ciascuno per l’intero, ivi compreso il danno esistenziale laddove provato anche a mezzo di presunzioni e del notorio, comunque da liquidarsi in via equitativa.

Tribunale Pescara, 27/03/2007, n. 330

Parti S.G. C. C. e altro – Fonti: PQM 2007, 1, 82

TAG: danni, condomino, appartamento, infiltrazioni, umidità, amministratore, responsabilità, solidale, solidarietà, condominio, proprietario, perdite, danno esistenziale, presunzioni, notorio, Tribunale Pescara, 27 marzo 2007, 330

L’ente erogatore può “tagliare” l’acqua, previo preavviso di quindici giorni. Esclusa la vessatorietà della clausola

contemascettibolletta“Porca miseria! Hanno tagliato il gas! Ma come? L’ultimo avviso diceva entro tre giorni … non è passato nemmeno un mese e loro zac!”

Contratto di somministrazione – Somministrazione idrica – Mancato pagamento della fornitura e sospensione dell’erogazione dell’acqua – Legittimità – Condizioni

Non è vessatoria la clausola del contratto di somministrazione idrica che prevede in caso di mancato pagamento di due fatture da parte dell’utente che l’ente erogatore possa sospendere l’erogazione dell’acqua previo invio di un preavviso con il quale si intima il pagamento entro quindici giorni dal ricevimento del preavviso stesso pena la sospensione della somministrazione dell’acqua. (Michele De Palma) Tribunale Bari 16 dicembre 2014 – – Est. De Palma.

Permalink per la citazione di questo documento: http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/civ.php?id_cont=11981.php

Nuova conferma dal Tribunale di Milano: la responsabilità medica e sanitaria è di natura contrattuale

La giurisprudenza ormai consolidata, riconfermata recentemente dalla Corte di Cassazione (19 febbraio 2013 n. 4030, 17 aprile 2014 n. 8940), ritiene che la responsabilità medica e sanitaria è da ricondurre nell’alveo della responsabilità contrattuale.

Ciò comporta che l’onere della prova e la durata del termine di prescrizione seguono le regole in materia contrattuale.

Quanto all’onere della prova, saranno la struttura sanitaria / medico chiamati in giudizio dal paziente danneggiato, a dover dimostrare di aver ben operato (vale a dire di essere quindi adempienti alla loro prestazione di cura e assistenza medico-sanitaria). Il paziente ha comunque l’onere di Continua a leggere

Cassazione: no al licenziamento del lavoratore che durante l’assenza per malattia viene sorpreso a svolgere l’attività di cacciatore

Abiti da caccia come si deve: il Principe Carlo con una Norfolk jacket

Abiti da caccia come si deve: il Principe Carlo con una Norfolk jacket

La Corte di cassazione, con sentenza n. 4869 del 28 febbraio 2014, decidendo in merito al licenziamento di un dipendente con mansioni di autista e guardia giurata, licenziato a seguito di contestazione disciplinare per essere stato visto in abiti da cacciatore in tre giorni in cui era assente dal lavoro per malattia, ha ricordato, come da costante giurisprudenza di legittimità, che “l’espletamento di altra attività, lavorativa ed extralavorativa, da parte del lavoratore durante lo stato di malattia è idoneo a violare i doveri contrattuali di correttezza e buona fede nell’adempimento dell’obbligazione e a giustificare il recesso del datore di lavoro, laddove si riscontri che l’attività espletata costituisca indice di una scarsa attenzione del lavoratore alla propria salute ed ai relativi doveri di cura e di non ritardata guarigione, oltre ad essere dimostrativa dell’inidoneità dello stato di malattia ad impedire comunque l’espletamento di un’attività ludica o lavorativa. La prova della incidenza della diversa attività lavorativa o extralavorativa nel ritardare o pregiudicare la guarigione ai fini del rilievo disciplinare di tale attività nel corso della malattia, è Continua a leggere

La Cassazione sui reati culturalmente orientati (c.d. cultural defense)

“Reati culturalmente orientati” (c.d. cultural defense)

Nel caso in esame l’imputato ha agito (tentando di soffocarla con un sacchetto di plastica) perché si è sentito disonorato dalla figlia, la quale non solo aveva avuto rapporti sessuali senza essere sposata e da minore, ma aveva avuto tali rapporti con un giovane di fede religiosa diversa, violando quindi i precetti dell’Islam.

Secondo i Supremi Giudici, per quanto i motivi che hanno mosso l’imputato non siano assolutamente condivisibili nella moderna società occidentale, gli stessi non possono essere definiti futili, non potendosi Continua a leggere

La presenza di amianto nel tetto e di infiltrazioni di acqua piovana non autorizza a non pagare il canone di locazione dell’immobile

La Corte di Cassazione ha escluso la legittimità della condotta dell’inquilino, che aveva sospeso il pagamento del canone di locazione per aver il proprietario celato la copertura in amianto del fabbricato nonché per non aver posto in essere gli interventi necessari a far cessare le infiltrazioni di acqua piovana.

«In tema di locazione il conduttore non può astenersi dal versare il canone, ovvero di ridurlo unilateralmente, nel caso in cui si verifichi una riduzione o una diminuzione nel godimento del bene, e ciò anche quando si ritenga che tale evento sia ricollegabile al fatto del locatore, atteso che la sospensione totale o parziale dell’adempimento dell’obbligazione del conduttore è legittima soltanto qualora Continua a leggere